Indubbiamente il risultato del referendum britannico esprime la volontà di cambiare ed è un’espressione del popolo, quindi delle persone, degli individui e, si sa, l’individuo è portato ad optare per un cambiamento solo in due casi: se è attirato dalla possibilità di trovarsi meglio rispetto allo stato attuale oppure se la situazione in cui si trova è diventata troppo dolorosa o scomoda o disagevole da sopportare.

Volendo riassumere e semplificare, i principali temi a favore dell’una o dell’altra strada erano:

Verso il piacere:

Sicurezza intesa come mettersi al sicuro da pericoli “esterni” visti negli immigrati e nei terroristi,

Autonomia di poter dettare leggi e regole e non di dover “subire” quelle dettate dall’U.E.

Via dal dolore:

Paura che i propri interessi non vengano tutelati e di non essere difesi e protetti,

Impoverimento delle risorse economiche a disposizione e del potere d’acquisto.

Di motivazioni a queste se ne potrebbero aggiungere molte altre sia per l’una che per l’altra forza ma già queste bastano per comprendere come si sentano minati i bisogni fisiologici e di sicurezza che sono quelli alla base delle esigenze umane (piramide di Maslow, 1954).

Certamente questo risultato rappresenta come gli inglesi percepiscono la realtà e non come essa è veramente.

Dobbiamo considerare come mediamente il 90% degli individui si decide a cambiare per andare via dal dolore contro solo il 10% che cambia per andare verso il piacere e se questo è vero, significa che l’Europa viene percepita come una fonte di dolore o comunque certamente non come una fonte da cui trarre appagamento, soddisfazione, appartenenza.

Ma oltre alle lecite considerazioni su quali saranno le conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, oltre che chiedersi se sia giusto o meno lasciare libertà al popolo tutto, anche quello più ignorante ed insensibile, di fare scelte tanto importanti, non sarà forse prioritario chiedersi come l’Unione Europea debba cambiare per essere una casa in cui gli inquilini possano sentirsi sicuri, autonomi, fiduciosi, benestanti e inclusivi?